Cenni storici

UNA STORIA MILLENARIA TRA MARE E PIETRA

La storia di Porto San Giorgio è indissolubilmente legata al mare. Sin dall’antichità, la località era conosciuta come Navale Firmanum, scalo portuale della vicina Fermo. Secondo le fonti di Plinio, Strabone e Velleio Patercolo, qui approdavano navi cariche di anfore e merci, testimoniando un’intensa attività commerciale e marittima già in epoca romana.

Nel Medioevo, il borgo prende forma come Portus Sancti Georgi, fortificato per difendersi dalle incursioni dei pirati saraceni. Fu l’episcopato fermano a volerne la protezione, e il nome attuale deriva dalla chiesa dedicata a San Giorgio. La vera trasformazione urbana avviene nel XIII secolo con Lorenzo Tiepolo – futuro doge di Venezia – che, da podestà di Fermo, avvia la costruzione della Rocca Tiepolo, oggi simbolo storico della città.

Dopo secoli di dominazione fermana, Porto San Giorgio conquista l’autonomia amministrativa nel 1875, un traguardo che segna anche l’inizio della sua vocazione turistica. L’arrivo della ferrovia e la costruzione delle ville Liberty trasformano il borgo marinaro in raffinata località balneare.

TRADIZIONI, CULTURA E SAPORI

A Porto San Giorgio la tradizione è parte della vita quotidiana. Si riconosce tra le reti dei pescatori, nei cantieri navali e nel lavoro del porto. Ogni anno rivive nella Festa del Mare, con luminarie, processioni, eventi gastronomici e la famosa Padella Gigante dell’Adriatico, simbolo di condivisione e identità marinara.

Chi visita la città può scoprire ancora oggi i mestieri e i saperi del mare: al Mercato Ittico, dove ogni giorno si tiene l’asta del pesce, oppure ai Cantieri della Civiltà Marinara, un museo immersivo che racconta la cultura locale attraverso immagini, voci e storie autentiche.

L’enogastronomia locale racconta l’incontro tra mare e terra: un mosaico di sapori autentici, dove il pescato del giorno – alici, vongole, moscioli, sardoncini, seppie e crostacei – è protagonista assoluto. Cucinato alla marinara, fritto o servito in ricette tradizionali, regala un’esperienza semplice e sincera. Tra i piatti tipici spiccano i vincisgrassi, il brodetto alla sangiorgese, la frittura mista dell’Adriatico e i numerosi primi a base di pesce fresco.

Accanto alla cucina di mare, l’entroterra contribuisce con salumi artigianali, formaggi pecorini e il celebre ciauscolo marchigiano, accompagnati dai vini locali delle colline circostanti: Falerio, Passerina, Pecorino e Rosso Piceno, espressioni autentiche del territorio.

Tra osterie di tradizione, ristoranti sul porto e sagre popolari, il cibo diventa un modo per entrare in contatto diretto con l’identità del luogo, fatta di gesti antichi, ingredienti semplici e una straordinaria capacità di accoglienza.